Nov 04

immagine dal video di NickLa passione per i prodotti Apple del diciottenne inglese Nick Haley, nata sin da quando egli aveva tre anni, unita alla fortunata scoperta di una azzeccata base musicale, lo ha spinto a realizzare, di sua iniziativa, uno spot di trenta secondi per il nuovo prodotto Apple, l’iPod Touch, per poi pubblicarlo sul più famoso canale di video sharing, youtube.

Il giovane è stato poi contattato dall’agenzia TBWA, che era stata incaricata da Steve Jobs (patron della Apple) di occuparsi del lancio del prodotto. Nick è stato quindi portato a Cupertino, in California, nella sede della società, per fargli riprodurre, con strumenti professionali, il video per la campagna pubblicitaria del nuovo iPod. «Mi hanno contattato con una e-mail mentre ero in autobus. Il messaggio recitava: “Rappresentiamo Apple, abbiamo visto il tuo video e vorremmo parlarne con te”», ha raccontato il ragazzo. Lo spot ufficiale della Apple, realizzato dall’agenzia pubblicitaria e da Nick, è andato poi in onda, nelle tv americane, domenica scorsa

Bella la dichiarazione di Lee Clow, presidente della TBWA, in cui afferma che il riscontro da parte dei consumatori può essere una base di dialogo con il grande marchio.

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Ott 30

L’angolo di Internet, che permette di far conoscere a chiunque tutti i dati sull’intestatario di un dominio Internet potrebbe essere costretto a cessare i servizi.

Quest’angolo è il servizio chiamato whois, e possiede degli archivi con i nomi e le informazioni di contatto per ciascun dominio registrato.
Ma chi sta cercando di metterlo sotto scacco, e perchè? Qual’è il problema riscontrato?

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Ott 23

Articolo sul blog di Gentiloni

Dopo l’ondata di proteste che in rete sono immediatamente partite alla volta del Governo, reo di aver approvato in Consiglio dei Ministri e inviato alle camere un decreto legge che minacciava la libertà di espressione della rete, arriva la risposta del Ministro delle Comunicazioni.

“Va bene applicare anche ai giornali on line le norme in vigore per i giornali, ma sarebbe un grave errore estenderle a siti e blog.”, afferma Gentiloni sul suo blog. “Il testo del decreto legge è troppo vago sul punto e autorizza interpretazioni estensive che alla fine potrebbero limitare l’attività di molti siti e blog.
Meglio, molto meglio lasciare le regole attuali che in fondo su questo punto hanno funzionato.”

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Ott 20

Ricardo Franco Levi*Aggiornamento su questa news qui*

Ricardo Franco Levi, braccio destro di Prodi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet. Il disegno di legge è stato approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre. Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all’informazione sotto sotto questi sono tutti d’accordo.
La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.
I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video.
L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete.

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